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Castello di Volpiano (Sec. XI)

immagine ingrandita Dipinto ottocentesco con i ruderi del castello visti dalla Vauda (apre in nuova finestra) Nonostante sia probabile una costruzione a scopo difensivo posizionata sul bordo estremo della Vauda già in epoca longobarda (V-VI sec. DC) i primi dati certi sul Castello di Volpiano si possono trovare solo a partire dal 1019.
I momenti di maggiore rilievo per la fortificazione furono quelli prima, passati sotto la protezione dell'Abbazia di Fruttuaria, (essendo anche la residenza degli abati che la condussero), poi quelli dei potentati, Monferrato e Savoia, che ne tennero il dominio fino alla distruzione del 1555.


Cenni sulla storia del Castello

28 ottobre 1019: con diploma, il conte Ottone Guglielmo di Borgogna donò all'Abbazia il Castello ed il Comune

18 aprile 1060: con diploma, l'Imperatore Enrico II conferma i privilegi e donazioni compreso il Castello tramite Anselmo figlio di Roberto di Volpiano

anno 1159: con diploma, l'Imperatore Federico I riceve sotto la sua speciale protezione e salvaguardia tra gli altri beni, anche il Castello di Volpiano.

3 agosto 1202: con diploma, Re Enrico II conferma i privilegi e donazioni sui beni dell'Abbazia, compreso il Castello.

anni 1362-1435: il Castello passa sotto il dominio dei Marchesi del Monferrato, tolto alla signoria degli Abati.

anni 1435-1555: Il Castello passa ai Savoia passando far parte dello Stato Sabaudo al quale apperterrà fino alla distruzione.

anno 1555: Distruzione del castello: nei primi anni del 1500 quando Francesi e i Cesariani (Spagnoli) erano in guerra, Volpiano restò occupata, nel 1535 dagli Spagnoli, con i quali era alleato il Duca di Savoia, la difesa fu affidata a Cesare Maggi di Napoli.
Il comandante dei Francesi era invece il maresciallo de Brissac che comandò al Duca di Aumale, Colonnello di Cavalleria, di preparare l'assedio del castello.
Costui si preparò a S. Benigno e parti per Volpiano con 500 fanti e 200 cavalli. Dopo aspre battaglie e con l'aiuto delle mine, creo una breccia ed occupo il castello (per altre fonti, invece, vi fu una tregua che permise agli assediati di lasciare la fortezza prima che i francesi la occupassero).
I soldati francesi, non contenti delle rovine causate durante l'assedio, decisero la demolizione, sia del castello che delle fortificazioni in modo che non potessero più essere usati a difesa, cosi fu la fine.


immagine ingrandita La base dei bastioni del castello visti da Sud con la Villa costruita nell'ottocento (apre in nuova finestra) Oggi possiamo solo immaginare di quale dimensione e posizione strategica fosse il castello, attualmente sono ancora visibili tratti di fortificazione e bastioni da alcuni scorci in via S. Guglielmo, ma in generale lo sviluppo edilizio degli ultimi decenni ha scatenato un ulteriore "assedio" al castello rendendo in pratica invisibile collina e ruderi delle fortificazioni dalla Piazza Vittorio Emanuele II, che dista solo poche decine di metri e che per alcuni secoli la roccaforte aveva dominato.

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